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One Piece storia di libertà

[articolo di: Il Re (Hyena: Bike & Raft)]

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L'articolo è un pò lungo (ma anche pieno di immagini) quando avrete finito di leggerlo saprete realmente cosa significa ONE PIECE [admin]

"Volete il mio tesorò E' tutto vostro! Cercatelo! Chissà se qualcuno lo troverà. L’ho lasciato tutto in un certo posto..."

Quale fan di One Piece non conosce queste parole? Tutto iniziò da qui, da Gold Roger, o meglio Gol D. Roger, il Re dei pirati, che sul patibolo pronunciò ghignando queste frasi apparentemente banali e di poco peso. Sì, di poco peso, perchè sembrano semplicemente riferirsi ad un tesoro pirata, che il comune pensare va subito ad accostarlo a soldi, gioielli e altri beni in grado di garantirti ricchezza, fama e potere.

Il tesoro di Gol D. Roger: che tesoro poteva mai aver accumulato o trovato un uomo che per primo, almeno per quanto i libri di storia del mondo possono raccontare, riuscì a completare il proprio viaggio fino all’ultima isola della Grand Line, Raftel?

Il mondo creato da Eiichiro Oda è molto particolare, come ogni buon lettore ha ben capito, e nei dialoghi creati dall’autore si dà molto peso ad ogni parola detta. Infatti, moltissimi personaggi hanno un proprio “tesoro” personale, che non è fatto di soldi e gioielli, ma tra le più disparate cose; basti pensare al protagonista, Monkey D. Luffy, che non ci pensa due volte a prendere a pugni il cattivo di turno perchè ha rovinato il suo vecchio cappello di paglia, il suo tesoro. Un tesoro affidatogli da un uomo, Shanks detto “Il Rosso”, 12 anni prima degli avvenimenti attuali della storia (capitolo 754, ndr), su cui Luffy ha giurato di diventare un grande pirata e di trovare il tesoro di Roger, il One Piece.

 

Nel corso del suo viaggio, il buon Luffy troverà 8 persone che lo seguiranno nel suo pazzo navigar per mare, anch’essi spinti da sogni arditi e da promesse: 

  • lo spadaccino Roronoa Zoro sogna di diventare il più grande spadaccino del mondo;
  • la navigatrice Nami sogna di realizzare la mappa del mondo;
  • il cecchino Usopp, figlio di Yasopp, cecchino di Shanks il Rosso, sogna di diventare un valoroso guerriero del mare proprio come il padre;
  • il cuoco Sanji sogna di trovare l’All Blue, mare leggendario dove si trova ogni tipo di pesce esistente per poter sfamare chiunque abbia fame;
  • il medico Tony Tony Chopper sogna di poter diventare un medico in grado di curare ogni malattia;
  • l’archeologa Nico Robin, figlia d’arte di archeologi dell’isola di Ohara, si è fatta carico del sogno di tutti gli studiosi dell’isola, assassinati dal Governo Mondiale, e sogna di trovare il Rio Poneglyph, un testo perduto che racconta la storia vera;
  • il carpentiere Franky, discepolo del carpentiere che costruì la nave del Re dei pirati, sogna di poter replicare l’impresa del maestro progettando, realizzando e navigando sulla nave di Luffy;
  • il musicista Brook sogna di poter tener fede ad una promessa fatta all’amica balena Laboon, che lo attende da ben 50 anni all’inizio della Grand Line.

I sogni, i tesori, le ambizioni: questi sono i veicoli primari che muovono il mondo di One Piece. Buoni, cattivi, pirati, marine, rivoluzionari, governativi... i sogni vanno al di là di tutto e spingono i grandi uomini a viaggiare in questo mondo ricoperto per la maggior parte d’acqua per vederli realizzare. Un grande pirata disse:

"I sogni degli uomini non finiranno mai!".

Noi che leggiamo One Piece da anni lo sappiamo e continueremo a sognare insieme ai personaggi di questa storia infinita.

Ma torniamo all’inizio e ripartiamo appunto da Roger, un ragazzo che partì alla volta del mondo per metterlo sottosopra, armato di sogni, ambizioni e di un misero cappello di paglia sulla testa a noi ben noto. In quel momento incontrò quel che fu il suo braccio destro fino alla fine della sua vita, Silvers Rayleigh, ed insieme partirono per un lungo viaggio che durò almeno!una trentina d'anni.

Quel ragazzo ancora non sapeva che un giorno le sue parole avrebbero spinto il mondo verso un’ondata di pirateria mai vista prima d’ora, ma ci arriveremo per gradi. Lasciatemi solo dire che secondo me prima che Roger capisse che nel suo destino ci fosse qualcosa di drasticamente importante per la storia del mondo ha indubbiamente passato anni e anni a divertirsi, razziare, bere, mangiare e fare ogni altra sacra cosa che fa un pirata degno di tale nome.

Gli anni passano, il tempo scorre e Roger si fa adulto, ma se c’è una cosa che è sempre uguale nella storia di One Piece è lo status quo mondiale: è indubbio che Roger si sia costruito un bagaglio culturale parecchio pesante, finendo in qualche modo per farsi carico del peso della storia.

La storia... quella storia che il mondo conosce soltanto dopo la formazione del Governo Mondiale, circa 800 anni prima che Roger partisse per il suo viaggio. Prima di quella fatale data si sa solo che ci fu un secolo di cui è stato cancellato ogni riferimento temporale e fisico, di cui non bisogna parlare nè cercare informazioni: i cento anni di vuoto. Ma noi qualcosa sappiamo e, dopo aver superato il 750esimo capitolo, abbiamo un misero, ma importante, bagaglio di conoscenza di ciò che accadde in quel secolo tanto temuto dal Governo e di ciò che accadde p!rima. Vediamo di fare un buon resoconto utilizzando tutte le fonti che il manga ci offre.

Non sappiamo se anticamente il mondo risultasse configurato com’è tuttora, cioè ricoperto per la maggior parte d’acqua e disseminato di isole governate da regni a se stanti, ma di sicuro gli antenati dei cittadini di Ohara, isola natale di Nico Robin, piantò circa 5000 anni prima delle vicende attuali l’Albero dell’Onniscienza, bibliote!ca ormai andata perduta.

E di sicuro circa 4000 anni fa venne edificato il palazzo del regno di Alabasta.

Sempre con estrema certezza possiamo dire che circa 1100 anni fa la città di Shandora prosperava nella Grand Line, a Jaya. 

Possiamo affermare senza discussioni che la famiglia Donquixote, di cui il membro della Flotta dei Sette Donquixote Doflamingo è l’ultimo discendente, spadroneggiava sulla stirpe dei nani di Tontatta nel regno di Dressrosa, nel Nuovo Mondo.

Infine possiamo dire di sapere la cosa più importante, che riguarda un “grande regno” che dominava il mondo. Questo regno era prospero e potente, ma durante i cento anni di vuoto venne completamente sopraffatto da un’Alleanza di regni che poi fondò il Governo Mondiale attualmente al potere. Ma vediamo le pagine del manga che trattano appunto di questo regno antico, dove il professor Clover, luminare di archeologia dell’isola di Ohara, riporta quanto scoperto durante i suoi studi alle alte cariche del Governo, i Cinque Vecchi Astri.

Il resto lo sappiamo: Ohara venne rasa al suolo dal Buster Call, un bombardamento effettuato da dieci corazzate della Marina Militare atto a distruggere ogni cosa, animale e persona si trovi sull’isola designata. L’unica sopravvissuta a quell’attacco fu appunto Nico Robin, grazie all’aiuto dell’allora Vice-Ammiraglio Kuzan, conosciuto pochi anni dopo come Ammiraglio Aokiji. Ma torniamo al contenuto delle pagine prima postate, e analizziamo i tre punti chiave del discorso:

  • i Poneglyph
  • le Armi Ancestrali
  • il Grande Regno

I Poneglyph

I Poneglyph sono blocchi di pietra indistruttibile, inscalfibile e, dico io, pesantissima. Prima della disfatta finale, alcuni uomini del Grande Regno scrissero su di essi informazioni, messaggi e punti focali della storia che l’Alleanza dei regni avrebbe sicuramente eliminato una volta vinta la guerra. A detta di Robin, solo chi è spinto da una forte forza di volontà è in grado di trovarli nei luoghi in cui sono stati nascosti. Non ci è dato sapere come li abbiano scritti, o come li abbiano trasportarti nei luoghi in cui ora si trovano, ma ad ogni modo sono sopravvissuti a 800 anni di storia governativa. Il Governo Mondiale ha decretato fuori legge il tentare di leggerli, tradurli o qualsiasi altra cosa ad essi legati, pena la morte immediata. Gli unici al mondo in grado di farlo erano appunto gli archeologi di Ohara, ma non si sa se per qualche antico legame con il Grande Regno (cosa che io credo), o perchè semplicemente con le tecnologie e la cultura per farlo. 

Robin afferma che esistono due tipi di Poneglyph, uno che contiene informazioni e uno che ti indica un successivo Poneglyph, e fino ad ora ne abbiamo potuto vedere cinque: 

  1. Ohara, di cui non si conosce il fato: riporta informazioni riguardanti il secolo vuoto e il Grande Regno;
  2. Luogo sconosciuto, viene trovato da Robin in mezzo ad una foresta: secondo me indica la posizione di quello nascosto ad Alabasta;
  3. Regno di Alabasta, nascosto nelle tombe reali sotterranee della famiglia Nefertari: vi è indicata la posizione dell’Arma Ancestrale Pluton;
  4. Città di Shandora, incastonato nel campanile della città: vi è indicata la posizione dell’Arma Ancestrale Poseidon;
  5. Regno di Ryugu, nella foresta marina isola degli Uomini-Pesce: vi è incisa una lettera di scuse da parte di un uomo del Grande Regno alla Principessa Sirena di quei tempi.

I messaggi incisi su tutti i Poneglyph sono in grado di creare un testo unico, il cui contenuto potrà dare una spiegazione a ciò che accadde nei cento anni di vuoto. Questo testo è soprannominato Rio Poneglyph e ad ora le uniche persone al mondo che sono riuscite a leggerlo sono il Re dei pirati Gol D. Roger e la sua ciurma.

Cosa importante da sottolineare è che Roger riuscì a scrivere in lingua antica un messaggio indicendolo nell’oro della struttura del campanile di Shandora.

Il messaggio che vi ci incise è molto particolare e racchiude una specie di indovinello per far sì che solo una mente eccelsa e in grado di capire il vero significato storico di quelle pietre avrebbe potuto risolverlo.

“Sono stato qui e seguirò queste parole fino agli estremi confini del mondo.”

Per un profano sarebbe perfino impossibile leggerlo, ma supponendo che gli fosse stato possibile non ci avrebbe capito nulla lo stesso. Solo una persona adeguatamente preparata avrebbe potuto decriptare il messaggio.

Raftel è l’ultima isola della Grand Line, situata nel Nuovo Mondo, l’ultimo oceano. A detta di chiunque è inarrivabile, ma non si sanno i motivi di questa inaccessibilità. Infinite teorie nel fandom di One Piece si intricano su questo fatto, ma finora il maestro Oda non ci ha dato spiegazioni. Resta comunque il fatto che l’unico che arrivò a Raftel fu appunto il Re dei pirati, impresa che gli conferì questo epiteto a furor di popolo. Raftel è quindi la meta ambita da chiunque voglia diventare “il Re”, perchè la leggenda narra che qui vi sia celato il One Piece, il tesoro di Roger.

Purtroppo, spesso ho letto teorie sul fatto che a Raftel ci sia fisicamente il Rio Poneglyph che aspetta in grande stile che qualcuno venga a leggerlo: beh, niente di più sbagliato. Il messaggio di Roger è chiaro come l’acqua di un torrente di montagna:

“Punta ai confini del mondo, Raftel, e trova tutti i Poneglyph disseminati lungo il tragitto. Solo allora saprai la verità”.

Non posso dire che a Raftel non ci sia un Poneglyph, anzi sono sicuro del contrario, ma il Rio Poneglyph non è altro che il testo completo letto mano a mano sui vari blocchi sparsi per il globo, come Robin stessa conferma a Skypiea.

Un altro importante testo scritto in lingua antica è riportato nelle rovine dell’antica città di Shandora.

“Preserva dentro di te la reale motivazione e non parlarne con nessuno. Noi siamo coloro che tessono la storia accompagnati dal suono del grande campanile”.

Criptico come sempre, il maestro Oda dissemina la trama di messaggi sottili e molto importanti, che spesso vanno analizzati con cura e meticolosità.

Cerco di parafrasare questa frase a mia personale interpretazione:

“Abbiamo uno scopo ben preciso, che non è di dominio pubblico. Noi siamo il popolo che, accompagnati dal suono del grande campanile, influenza l’andare delle cose”.

Per quanto sia parafrasato, e voglio sottolineare nuovamente il fatto che è una mia interpretazione, il testo è ancora particolarmente criptico, ma se conoscete il manga probabilmente avete già capito dove voglio andare a parare. Comunque, di questo ne parlerò poi, quando analizzerò il Grande Regno e la sua popolazione.

Le Armi Ancestrali

Più chiaro di così è impossibile: le tre Armi Ancestrali sono “armi di distruzione di massa” a disposizione di alcuni regni del mondo antico. Il loro potere è tale da distruggere il mondo e per questo sono temute quasi come la storia inenarrabile che si cela nei cento anni di vuoto. Di queste tre, solo di una non sappiamo nulla di nulla, cioè Uranus, ma cerchiamo di fare un breve resoconto su ciò che si può collegare alla figura divina di Urano.

Urano (dal greco Ouranòs, “cielo stellato”) era il dio greco che personificava il cielo. Secondo la mitologia, Urano si unì a Gea, la terra, e la fecondò gettando su di essa la pioggia, dando così vita alle prime creature del pianeta. Esistono poi altri miti legati a questa figura, ma nulla che possa comunque dare spunti, almeno al sottoscritto, per teorizzare qualcosa di concreto su quest’arma. L’unica cosa che posso azzardare senza tanti indugi è il suo legame con la sfera celeste, ma su questo punto ci tornerò alla fine di questa parte sulle Armi Ancestrali e nell’ultima parte di questo trattato.

Veniamo alla prima Arma Ancestrale nominata nel manga, cioè Pluton. Robin, come ho detto prima, trovò un Poneglyph in mezzo ad una foresta nel suo girovagare senza meta dopo la distruzione di Ohara: a mio avviso questo blocco riportava notizie sul Poneglyph nascosto ad Alabasta. Questo mio pensiero è dovuto al fatto che Robin afferma che le sole notizie che aveva recuperato dalla sua partenza da Ohara conducevano appunto a Sandy Island e che qualche vignetta dopo quella che ho riportato qui a fianco vediamo la scena in cui Sir Crocodile, che puntava alla conquista di Alabasta per trovare Pluton, si trova faccia a faccia con Robin invitandola ad aiutarlo nella ricerca del Poneglyph che appunto avrebbe indicato la posizione e ogni altra informazione legata all’Arma Ancestrale.

Come appunto Crocodile, ex membro della Flotta dei Sette, ci svelerà nella saga di Alabasta, Pluton è nientemeno che l’Arma Ancestrale più brutale tra le tre ed è in grado di radere al suolo un’intera isola con un colpo solo. Successivamente, nella saga di Water Seven, ci verrà puntualizzato che è una nave da guerra.

Tornando a Crocodile, il pirata afferma con tranquillità che, secondo le sue informazioni, la nave si cela entro i confini del regno di Alabasta, ma essendo un’isola molto vasta e totalmente ricoperta dalla sabbia, potrebbero volerci anni per trovare un qualsiasi indizio sulla sua ubicazione. Ovviamente, non bisogna dare per scontato che Pluton sia davvero nascosta ad Alabasta, visto che il maestro Oda ci ha insegnato che lui va considerato esterno a quanto succede nella storia, nel senso che ciò che dicono i suoi personaggi non va preso per la voce dell’autore, ma semplicemente per le parole di un personaggio che in quel momento parla con ciò che la sua esperienza l’ha portato a pensare in quel momento (sì, Oda è un pazzo). Quindi, per quanto le possibilità siano alte, c’è sempre una possibilità che Pluton ora come ora si trovi da tutt’altra parte. Ma questo solo Robin lo sa, visto che ha letto il contenuto del Poneglyph nascosto nella tomba reale della famiglia Nefertari di Alabasta.

Veniamo, invece, alle origini di quest’Arma Ancestrale: Pluton venne progettata e realizzata dai mastri carpentieri di Water Seven, a quanto pare per la popolazione appartenente al Grande Regno. Non ci è dato ancora a sapere il motivo che spinse il Grande Regno a volere una corazzata in grado di spazzare via un’isola a colpo secco, ma si può benissimo teorizzare che sia stata costruita nel secolo vuoto per contrastare gli attacchi dell’Alleanza dei regni contro cui soccombettero comunque alla fine della guerra.

Fatto sta che i progetti vennero preservati con cura dai mastri carpentieri, che per ottocento anni se li passarono di mano in mano con un fine ben preciso. Il fato volle che l’ultimo possessore di tali progetti fu il carpentiere salito a bordo della nave di Luffy, cioè Franky “il Cyborg”.

Dico “fu” poichè i progetti, come ben sapete, sono andati distrutti durante la saga di Enies Lobby, onde evitare che il Governo Mondiale se ne appropriasse e ricreasse l’arma per porre fine all’era della pirateria e compisse chissà quali altre atrocità in nome della Giustizia Assoluta. Infatti, il motivo per cui i carpentieri di Water Seven decisero di tramandarsi i progetti di Pluton non era per garantirsi un’arma mostruosa da vendere al miglior offerente, ma per assicurarsi che se qualcuno avesse risvegliato la vera Arma Ancestrale, avrebbero potuto contrastarla con una altrettanto devastante. Visto che l’unica persona in grado di trovare la vera Pluton è Nico Robin e che questa non è assolutamente intenzionata a risvegliarla, Franky ha preferito eliminare i progetti una volta per tutte. Tanto, dico io, se li sarà studiati a memoria!

Per il momento di Pluton non se n’è più parlato a livello di trama, quindi per adesso tace e riposa nel luogo in cui è celata. Non so se verrà risvegliata, ma sono sicuro che se dovesse succedere Franky non ci penserà due volte a costruire la sua gemella in grado di fermare quel mostro assetato di morte. D’altronde, Pluton è un riferimento al dio Plutone, l’Ade greco, signore dell’oltretomba. C’è da puntualizzare, però, che il nome deriva dalla parola greca Ploutos, che significa “colui che arricchisce” e che differisce da Ade, dal greco Haides, sia per il significato, cioè “colui che si nasconde”, sia per ciò che esprimeva all’interno della mitologia greca. Infatti, il primo aveva un significato positivo, in quanto simbolo di abbondanza legato ai tesori celati nelle viscere della terra, mentre il secondo era negativo, in quanto colui che puniva i dannati nel suo regno di morte. C’è da capire se questo possa implicare qualcosa sulle reali potenzialità dell’arma o è solo un’informazione fine a se stessa. Ai posteri l’ardua sentenza.

Veniamo, infine, all’ultima Arma Ancestrale, cioè Poseidon. Il nome ovviamente deriva da Poseidone, dio del mare e dei terremoti nella mitologia greca, ed infatti il suo legame col mare è totale e innegabile: infatti, a differenza di Pluton che è un’arma costruita artificialmente, Poseidon è invece un potere psichico, tramandato all’interno della stirpe delle principesse Sirene dell’isola degli Uomini-Pesce, che permette di comunicare con i Re del Mare e, quindi, di poter disporre del loro aiuto e della loro forza. Per chi non avesse chiaro cosa siano i Re del Mare, sono dei mostri marini giganteschi dalla forza straordinaria e dalla ferocia implacabile che spadroneggiano nei mari del mondo, e soprattutto nelle fasce di bonaccia, impedendo così ai navigatori di passare rapidamente di mare in mare senza!finire tra le loro fauci.

L’abilità di Poseidon è quindi in grado di placarli e di sfruttare la loro potenza: questo è dovuto al fatto i Re del Mare definiscono “loro sovrano” la principessa Sirena che una volta ogni diverse centinaia di anni nasce con l'abilità di comprendere il loro linguaggio, altrimenti incomprensibile a chiunque, perfino agli Uomini-Pesce che sono in grado di comunicare con gli esseri marini. Non ci è dato a sapere se prima dei cento anni di vuoto quest’abilità fosse già presente sul pianeta; invece, è possibile, se non probabile, che durante questo secolo misterioso la sirena Poseidon, principessa del regno di Ryugu sull’isola degli Uomini-Pesce, mise a disposizione la propria abilità al Grande Regno, probabilmente per fronteggiare l’Alleanza dei regni. Come abbiamo già ripetuto precedentemente, questo potere, insieme a quello di Pluton e di Uranus, non diede comunque la vittoria al Grande Regno, che finì per essere estirpato dalla faccia della Terra. La cosa che mi fa pensare che il Grande Regno chiese aiuto agli Uomini-Pesce è poi quella lettera di scuse trovata da Robin incisa nel Poneglyph presente sull’isola degli Uomini-Pesce.

Re Nettuno, padre di Shirahoshi, durante il colloquio con Robin afferma che un certo Joy Boy, che è anche la persona che firma la lettera di scuse, aveva fatto una promessa all’isola degli Uomini-Pesce che implicava l’utilizzo di un’arca gigantesca, che sarebbe stata costruita dagli abitanti dell’isola sottomarina, e del potere di Poseidon, così che i Re del Mare la trainassero in un luogo a noi sconosciuto, ma che suppongo essere la superficie. Quel che credo è che il Grande Regno promise al regno di Ryugu che se avessero messo a disposizione il potere di Poseidon per sconfiggere l’Alleanza dei regni, avrebbero fatto in modo che umanità e Uomini- Pesce diventassero entrambi cittadini del mondo emerso, senza più differenze e 10000 metri di oceano a dividerli. Ma le cose andarono male, l’Alleanza vinse e gli Uomini-Pesce vennero puniti: infatti, furono considerati al pari di ogni bestia marina e trattati come tali, diventando merce preziosa per le aste umane, dove tutt’oggi vengono venduti, nonostante le leggi siano t!eoricamente cambiate in favore della loro specie.

Tornando a Joy Boy e a Poseidon, la leggenda tramandatasi di re in re nel regno di Ryugu afferma che un giorno sarebbe arrivato qualcuno che avrebbe “ereditato” la volontà di Joy Boy e che avrebbe finalmente tenuto fede a quella promessa stipulata durante i cento anni di vuoto. Fintanto che questo giorno non arriverà, il regno degli Uomini-Pesce dovrà preservare l’arca affinchè possa essere funzionale nel giorno promesso. Ora come ora, purtroppo, l’arca è in pessime condizioni a causa dello scontro tra Luffy e Hody Jones, un Uomo-Pesce che ha cercato di sovvertire il regno per prenderne il controllo, ma a detta dei Re del Mare che l’hanno trascinata nella foresta marina è ancora riparabile dalla “quella famiglia”, anche se “i tempi siano cambiati”. Non so dire cosa volessero intendere con “quella famiglia”, anche se me lo posso benissimo immaginare, ma sul fatto che i tempi siano cambiati non c’è ombra di dubbio: ora la mentalità assolutista del Governo spadroneggia sul mondo intero... i tempi sono proprio cambiati.

In conclusione possiamo notare che abbiamo tre Armi Ancestrali, ognuna delle quali è legata ad una sfera spaziale ben precisa: Pluton è legata alla terra (in quanto nave che sta sopra il mare), al mondo terrestre e agli uomini che l’hanno creata; Poseidon è legata alle profondità marine e agli esseri viventi ad esse legati; Uranus, etimologicamente parlando, richiama il cielo e potrebbe essere benissimo legato a quel popolo composto dagli antenati di Shandora, Skypiea e Birka che, come ogni buon lettore di One Piece dovrebbe sapere, un tempo dimorava sulla luna e che un giorno scese sulla “stella blu” per mancanza di risorse.

Il Grande Regno

Veniamo, dunque, all’ultimo punto degli elementi chiave del discorso del professor Clover: il regno antico che governava sul mondo prima del secolo di vuoto. Da quanto detto dall’archeologo, questo regno aveva un potere enorme (anche se non conosciamo cosa glielo conferisse e perchè) ed era portatore di alcuni ideali che il Governo Mondiale ha insabbiato con massima cura, timoroso delle conseguenze che essi avrebbero potuto causare al loro dominio. Possiamo benissimo pensare che questi ideali fossero il potere di questo regno, e che quindi gli abitanti del Grande Regno considerassero questi ideali il proprio tesoro, cioè qualcosa da difendere a costo della vita. Prima, però, di inoltrarmi nel discorso che ci porterà alla conclusione di questo trattato, vediamo di fare una raccolta di quello che si è potuto intuire dalla trama a sulla cronologia temporale del manga.

Durante la saga di Alabasta, Nico Robin mente sul contenuto del Poneglyph a Crocodile riferendo la storia del paese. Non sappiamo se se li sia inventati o meno, ma fino a prova contraria darò per scontato che siano veri dati temporali. In questo suo discorso, Robin fa riferimento ad un “era celeste” in cui nell’anno 239 qualcosa di nome Kahira, che suppongo fosse un regno, cadde per mano del regno di Alabasta, che da quel momento in poi instaurò il proprio dominio su quelle terre. Oltre al fatto che abbiamo una collocazione storica della fondazione di Alabasta, che va a collegarsi alla data del completamento del palazzo reale (circa 4000 anni prima della storia attuale), abbiamo un elemento importante che fa riferimento ad un era temporale. L’importanza di questo dato è dovuta al fatto che l’era attuale è soprannominata “era del mare circolare”, che differisce dalla precedente per un elemento spaziale: prima il cielo, ora il mare. Guarda caso abbiamo un’Arma Ancestrale probabilmente legata al cielo e un popolo legato al cielo che scese sulla terra moltissimi anni fa. Guarda caso il mondo attuale è ricoperto quasi totalmente di acqua marina ed è circondato da un anello di mare conosciuto come Grand Line. Ma anche se fosse solo un caso, resta il fatto che 1524 anni prima della storia attuale (e vi basta fare i conti grazie al diario di Noland) qualcosa fece in modo che l’era celeste divenne l’era del mare circolare. Evidentemente i tempi non coincidono con i cento anni di vuoto, ma nulla ci può negare di pensare che possa centrare qualcosa legato al Grande Regno... ma qui si va sulla pura teoria e non è il senso di q!uesto trattato.

Torniamo invece agli ideali di quella stirpe. Dal manga sappiamo per certo che esistono nel mondo alcune persone che hanno una lettera nel proprio cognome, la D., avvolta da un alone misterioso. Nessuno sa cosa significhi, escluso il Re dei pirati, i suoi compagni di ciurma e Barbabianca, ma da quanto dice Robin a Gan Fall sull’isola del cielo:

“è qualcosa in grado di influenzare drasticamente gli eventi della storia...”.

Anche Trafalgar Law sembra sapere che la D. è qualcosa di potente, affermando che:

“La D. non manca mai di scatenare tempeste..."

mentre la dottoressa Kureha commenta l’entrata di Chopper nella ciurma di Luffy, nominando prima Gol D. Roger e poi dicendo:

“Sembra che la mia renna si sia messa al seguito di un tipo davvero pericoloso. E così la volontà della D. è riuscita a sopravvivere...”.

Quindi, a quanto pare, questa D. è un elemento chiave che lega certi personaggi alla storia in corso, rendendoli in grado di dare vita ad eventi che porteranno grandi cambiamenti a livello globale. Finora, Oda ci ha presentato otto personaggi con la D. nel proprio nome, ognuno dei quali ha dato un enorme contributo a creare gli eventi che stanno modificando il corso della storia:

  • Gol D. Roger (defunto): il Re dei pirati, che con le sue gesta ha dato via alla grande era della pirateria in vista di qualcosa che cambierà il volto di tutto il pianeta;
  • Portgas D. Rouge (defunta): compagna di Roger e madre del figlio del Re dei pirati, morta dopo 20 mesi di gestazione per proteggere il figlio dalla caccia del Governo ad ogni persona legata a Roger;
  • Gol D. Ace (defunto): figlio del Re dei pirati, è stato la causa scatenante della guerra di Marineford, che ha sconvolto gli equilibri mondiali rimasti stabili per moltissime generazioni;
  • Monkey D. Garp: nonno del protagonista e Vice-Ammiraglio della Marina, è famoso come l’Eroe (secondo me perchè Roger si consegnò proprio a lui, in quanto “sua preda personale”) e ha tenuto nascosto il figlio di Roger al mondo per 17 anni su richiesta dello stesso Re dei pirati;
  • Monkey D. Dragon: padre del protagonista, è il leader dell’Armata Rivoluzionaria che tenta da tempo di ribaltare il Governo Mondiale;
  • Monkey D. Luffy: protagonista della serie, e sapete benissimo cos’ha fatto finora;
  • Hagwar D. Sauro (defunto): gigante ed ex-Vice-Ammiraglio della Marina, disertò per aver scoperto del Buster Call su Ohara e riuscì a strappare al Vice-Ammiraglio Kuzan la grazia per la piccola Nico Robin;
  • Marshall D. Teach: nemesi di Luffy, è stato insieme ad Ace la causa scatenante della guerra di Marineford e di molti altri eventi che stanno tutt’ora sconvolgendo il mondo;

è palese come questi personaggi abbiano influenzato o influenzino tutt’ora l’andare delle cose... e questo non fa altro che ricordarmi il testo ritrovato nelle rovine di Shandora, che diceva “...noi siamo coloro che tessono la storia...”. Innegabile che questi personaggi scrivano la storia, anche se non lo fanno coscientemente, ma solo perchè spinti da istinti primordiali che dimorano dentro il loro spirito, dentro il loro sangue, dentro la loro stirpe. E sì, come moltissimi o quasi tutti i lettori di One Piece avranno pensato, ci sono ottime probabilità che i popoli legati al Grande Regno avessero questa D. nel proprio nome e che quindi Luffy, Teach, Roger e tutti gli altri siano discendenti di quella stirpe dimenticata dal mondo. Una stirpe con una volontà, con degli ideali, con un potere in grado di modificare il normale andare delle cose: tutti sanno che Luffy ha la capacità di farsi amico chiunque, soprattutto nei momenti di necessità, o che Roger poteva ascoltare “la voce delle cose”, rendendolo così in grado di andare oltre la sua ignoranza storica e di ascoltare ciò che i Poneglyph racchiudevano in quei caratteri altrimenti indecifrabili per lui. Un potere che spaventava talmente tanto gli altri regni da portarli ad una guerra atta a distruggere quel popolo e tutto ciò che esso rappresentava. Ma ci sono cose che nemmeno la morte può fermare e una frase di Roger riportata nel capitolo 100 del manga ci dà molti spunti su cui ragionare.

Vediamo Monkey D. Dragon camminare sotto la pioggia mentre afferma che al figlio si addice la pirateria. E la frase di Roger che contorna la scena così riporta:

“Ci sono cose che non saranno mai fermate: una volontà ereditata, i sogni delle persone e il passaggio da un’era all’altra. Fino a quando la gente continuerà a cercare il significato di libertà queste cose non cesseranno mai di esistere!”.

Volontà, sogni e il passaggio temporale da un’era all’altra: finchè ci sarà qualcuno che cerca la libertà, questi tre elementi non cesseranno mai di riproporsi nella vita del mondo.

Come dicevo all’inizio, il mondo di One Piece è pieno di personaggi che mettono in gioco la propria vita per realizzare un sogno, ed è stato anche dimostrato che ci sono volontà ereditate che si passano di persona in persona affinchè questi sogni possano realizzarsi. E visto che in un mondo assolutista non è la cosa più semplice arrivare a realizzare un sogno, ci sono anche molti passaggi d’era, come rintocchi di campana a scandire la venuta di un tempo nuovo in cui le cose si muovono in maniera diversa dalla precedente. Il punto focale è la libertà: ci verrà fatto sapere molti capitoli più avanti che per Luffy essere il Re dei pirati equivale ad essere la persona più libera del mondo e questo mi fa pensare che l’ideale di quel Grande Regno era appunto un mondo libero, dove ogni essere vivente potesse vivere in armonia in un regno unito, prospero, sano e fondato sulla conoscenza: d’altronde è risaputo che “la conoscenza rende liberi”, nò è quindi probabile che il Grande Regno avesse fondato i propri principi sulla libera conoscenza della storia, sulla condivisione delle risorse e del sapere, sul rispetto reciproco tra razze e sulla cooperazione per un bene superiore. E sempre molto probabilmente c’erano regni a cui questa cosa stava particolarmente stretta, visto che si sentivano oscurati da qualcuno più grande e forte di loro, almeno singolarmente. Così si unirono in una grande alleanza e, spinti forse dall’invidia, forse dalla paura, forse dall’ignoranza, diedero battaglia a quel regno e per cent’anni successero le peggiori cose che la coscienza umana potesse mai sopportare e portare sulle spalle per vivere in pace con se stessa.

Sappiamo, quindi, che i popoli del Grande Regno incisero la verità sui Poneglyph e li disseminarono sul pianeta, con altissime probabilità all’insaputa degli avversari, mentre l’Alleanza li distruggeva sempre più, giorno dopo giorno; abbiamo una nota particolare riportata dal vecchio capo degli Shandia, che afferma che la guerra arrivò anche su Jaya, dove appunto il popolo alato difese il Poneglyph nascosto nel campanile della città d’oro di Shandora. Alla fine della battaglia la città cadde in rovina, ma quei pochi sopravvissuti riuscirono comunque a celare il Poneglyph all’Alleanza e ne divennero quindi i protettori. 

Come dice Doflamingo nelle immagini qui a fianco, diciannove di queste venti famiglie decisero di restare a Marijoa, probabilmente per non mischiarsi al volgo, o forse per iniziali piani atti al bene della propria nuova creatura. Gli unici che decisero di rimanere nella propria isola natale furono i Nefertari di Alabasta, che guarda caso nella propria tomba reale proteggono uno dei Poneglyph più pericolosi per la salvaguardia del mondo: quello su cui è riportata la posizione dell’Arma Ancestrale Pluton. Il che mi ha sempre dato da pensare, soprattutto visto ciò che i discendenti di quelle famiglie fondatrice sono diventati.

I Draghi Celesti sono appunto i discendenti di queste famiglie e sono esseri umani dai tratti somatici orribili, probabilmente dovuti al fatto che procreavano tra consanguinei per mantenere il lignaggio. Non so spiegarmi il motivo di tale epiteto, ma potrebbe derivare dalla dinastia imperiale cinese, il cui vessillo è sempre stato un dragone e l’imperatore veniva chiamato “figlio del cielo” Ogni volta che si cambiava dinastia, si diceva che un nuovo drago celeste si era insediato a governare la nazione. Sono ipotesi, comunque. Tornando ai Draghi Celesti del manga e al fatto che la famiglia Nefertari sia tornata ad Alabasta invece che restare a Marijoa insieme agli altri, mi vien da pensare che, tenendo in conto soprattutto la bontà degli attuali regnanti di Alabasta, gli antenati di re Cobra e di Bibi fossero amici del Grande Regno e che facessero il doppio gioco con l’Alleanza dei regni. Questo lo penso semplicemente perchè non avrebbe alcun senso che una delle famiglie fondatrici del Governo Mondiale preservi un Poneglyph nella propria tomba di famiglia, accessibile esclusivamente ai Nefertari. Re Cobra sa benissimo cosa c’è scritto sul quel Poneglyph e sa altrettanto bene cosa cela, almeno teoricamente, la sabbia del suo regno.

Queste ultime parole di Rayleigh tornano a riferirsi al cambiare d’era, di cui parlavamo prima, cosa a cui puntava Roger dicendo al mondo intero che aveva lasciato il suo tesoro nascosto da qualche parte nel mondo. Credo che il pensiero comune abbia convenuto che la meta fosse Raftel perchè è l’isola inarrivabile, quindi alla fine il piano andò come doveva andare. Roger morì, almeno fisicamente, ma le sue ultime parole causarono un terremoto di dimensioni epiche: il mondo si ritrovò invaso da un’orda barbarica di pirati a caccia del suo tesoro, ma lui sapeva che le sue gesta e la sua morte avrebbero fatto sì che la sua volontà continuasse il suo corso, finchè sarebbe arrivata quella persona che si sarebbe fatta carico di tutto il peso della storia e avrebbe svelato all’umanità la verità: quella verità che avrebbe reso libera l’umanità da quel peso sulla coscienza tenuto nascosto dal Governo da 800 anni.

Che Raftel sia la meta finale ci è confermato dallo stesso Roger in un dialogo con Barbabianca prima di consegnarsi alla Marina, purtroppo rimasto incompiuto. Da questo dialogo si evincono due cose fondamentali: la prima è che quanto detto prima sul fatto che la D. sia legata al Grande Regno è una verità, altrimenti il Governo non avrebbe mai “censurato” il cognome di Roger tramutandolo in Gold; la seconda è che per arrivare a Raftel non c’è alcun bisogno di essere un discendente di quella stirpe, visto che Roger avrebbe svelato a Barbabianca come arrivarci. Con molta probabilità il “come” sarà scritto su qualche Poneglyph sia inviolabile da chiunque. Anche perchè se così non fosse, chi negherebbe al Governo di raderla al suolo come fecero con Ohara tramite un Buster Call? Appunto, nessuno. Quindi c’è sicuramente qualcosa che la rende inarrivabile, inviolabile, inavvicinabile da chiunque non abbia una “chiave” in grado di renderla accessibile.

Tornando al piano di Roger, la sua volontà venne ereditata cinque anni dopo la sua morte da un bambino appena nato, nipote di quel Marine a cui il Re dei pirati aveva affidato la custodia del proprio figlio. Quel bambino era Monkey D. Luffy, figlio del capo dell’Armata Rivoluzionaria. E lì il destino fece la sua parte, come al solito, portando in quella remota zona dell’East Blue, il mare più pacifico, la nave di Shanks il Rosso, che fu mozzo sulla nave di Roger e da cui, per motivi ancora ignoti, ereditò un banale cappello di paglia, vecchio e sgualcito dagli anni di sole e salsedine. Shanks vide subito che quel ragazzino aveva qualcosa di speciale e dopo avergli salvato la vita da un mostro marino che stava per divorarlo, rimettendoci pure un braccio, dona al ragazzino quel vecchio cappello di paglia, dicendogli che gliel’avrebbe restituito solo quando sarebbe diventato un grande pirata.

Pochi mesi dopo, Shanks raggiunge Rayleigh a Sabaody e gli riferì quanto successo. Che fosse finalmente giunta l’orà Che finalmente il piano di Roger stava per dare i suoi fruttì Shanks ci ha scommesso un braccio. A noi non è dato sapere se Shanks fosse sulla nave del Re dei pirati durante lo sbarco a Raftel, o se sappia qualcosa riguardo a quanto scoprì quel giorno, soprattutto perchè Buggy il Clown, anch’egli mozzo sulla nave di Roger, pare non sapere nulla riguardo al One Piece... o forse, penso io, semplicemente non ha capito il significato di quel che accadde allora. Questo lo deduco facendo riferimento a questo dialogo tra i due mozzi, qualche anno prima della conquista della Grand Line del Re dei pirati.

è risaputo che Buggy è un materialista legato al denaro e non possiamo dare per sbagliata l’ipotesi che a Raftel ci sia davvero un bel bottino in denaro, oro o altri reperti rimasti sull’isola dall’ultima volta che fu abitata. Quindi probabilmente Buggy non ha mai capito il senso di quel viaggio e crede ancora che il tesoro del Re dei pirati sia quel mucchio di cimeli visti sull’isola durante lo sbarco.

Riprendiamo, però, il discorso iniziale e puntualizziamo una piccola cosa che ho detto giusto giusto mentre parlavo di Buggy: Raftel era abitatà Beh, io penso di sì. E, come la maggior parte di voi, credo che Raftel fosse proprio una parte di quel Grande Regno, se non l’intero regno di cui abbiamo uno scorcio nel discorso del professor Clover. Un regno di cui Clover scoprì il nome, un nome tanto importante da procurargli la morte prima che fosse solo pronunciato. Perchè il Governo dovrebbe avere paura di un nomè Cosa c’è di così pericoloso in un nomè Forse perchè quel nome è la causa scatenante dell’orda di pirati che sta puntando a Raftel? Che quel nome sia One Piecè Perchè avrebbe senso, a rigor di logica. Non sappiamo chi o cosa chiamò quel tesoro One Piece, visto che Roger sul patibolo non ne parla, e nel manga non viene mai specificato nulla in merito; ma il One Piece è il tesoro di Roger, il tesoro accumulato in anni di viaggio verso una meta inarrivabile e che ha messo a disposizione della persona che un giorno avrebbe raggiunto quel “certo posto” come lui in passato. E il Grande Regno potrebbe essere quel posto divenuto “tesoro dell’umanità”, un tesoro di conoscenza e libertà, un tesoro creato dalla stirpe venuta dal cielo, alleatasi con la stirpe terreste e quella sottomarina. E visto che è appunto quel tesoro, quegli ideali, che il Governo teme più di ogni cosa, potrebbe essere che il regno di One Piece e tutto il suo bagaglio storico, culturale e umanistico sia appunto il tesoro di Gol D. Roger.

Per specificare meglio queste mie parole, vi farò un ultimo discorso che ci porterà alla chiusura del tutto. Partiamo dalle ultime parole di Barbabianca.

La cosa interessante di tutto questo discorso, oltre al fatto che rimarca la volontà ereditata, il peso della storia e tutto ciò di cui abbiamo parlato precedentemente, viene perduta nella traduzione dal giapponese all’occidentale. La parola One Piece generalmente viene scritta in katakana, che è una scrittura che viene usata quando la parola deriva da una parola straniera e per altri motivi che ora non sto qua a raccontarvi.

Beh, One Piece è scritto così , come riportato anche nella copertina giapponese di ogni volume sopra il testo scritto in lingua occidentale. Ma nella scena qui sopra, dove Barbabianca urla che “Il One Piece esiste davvero!”, la parola One Piece è scritta in maniera totalmente diversa, cioè .

Per spiegarvi brevemente come funziona il giapponese, esistono tre tipi di scrittura che sono il kanji, l’hiragana e il katakana. Il katakana ve l’ho già spiegato prima, l’hiragana corrisponde all’alfabeto giapponese con cui si scrivono parole giapponesi, mentre i kanji sono ideogrammi che rappresentano dei significati ben precisi. In sostanza quella frase scritta in kanji e hiragana ha un senso letterale, ma l’autore, tramite un sistema ingegnoso nipponico che applica dei piccoli caratteri al di sopra del testo chiamati furigana, indica il senso di lettura di quella frase.

 

Quindi quel testo che letteralmente si legge “Hitotsunagi no daihihò”, grazie al sistema dei furigana si legge “One Piece”. E su questo sistema il buon maestro Oda ci gioca molto, disseminando il manga di significati nascosti che nella traduzione in lingua occidentale vanno persi. E cosa significa quel testo letteralmentè Beh, qua sta il fulcro di tutto questo ciarlare!

Daihihò” significa “grande tesoro”, “hito” è “uomo, persona, essere umano, umanità” e “tsunagi” significa “connessione, legami, rapporti”. Quindi, in sostanza, quella frase significa letteralmente

“Il grande tesoro dei rapporti umani” o “Il grande tesoro della connessione umana”!.

A mio modesto avviso è qualcosa di così importante che mi lascia basito che non ci siano state note giganti a piè di pagina in ogni volume occidentale! Il grande tesoro che unisce gli uomini: il senso di quella frase è tanto profondo tanto quanto lo è quello del One Piece, del tesoro di Gol D. Roger. Quel tesoro racchiude ogni ideale del Grande Regno, racchiude nel suo scrigno, che può essere benissimo l’isola di Raftel, un patrimonio storico e culturale in grado di distruggere ogni muro edificato dal Governo Mondiale in 800 anni di oscurantismo totale. E sì, quando colui che porta avanti la volontà di Roger aprirà il vaso di Pandora rimasto chiuso per otto secoli, il mondo ne rimarrà sconvolto e finalmente, forse, la volontà di quel popolo verrà a compimento e l’umanità sarà alla fine collegata da un tesoro inestimabile: la conoscenza, l’unico prodotto al mondo in grado di liberare chiunque da preconcetti, dogmi, imposizioni e tutto ciò che schiavizzano la mente di ogni creatura senziente. Quell’umanità composta da esseri umani, angeli venuti dal cielo, uomini-pesce, sirene, giganti, nani, colli di serpente, braccia-lunghe, gambe-lunghe, visoni e chi più ne ha più ne metta potrà finalmente vivere in pace, a stretto contatto gli uni con gli altri, senza timori e senza pregiudizi. Finalmente la volontà della D. placherà la sua corsa infinita verso quell’obiettivo bramato da tempo immemore e sarà la pace, una volta per tutte.

Conclusioni

Ho escluso da questo testo l’argomento dei Frutti del Diavolo e del significato della lettera D. in quanto i primi non credo c’entrino con il discorso della storia, mentre il significato della secondo è qualcosa che, a mio avviso, ad ora non ha assolutamente elementi per poter dare adito ad una discussione che non sia di pura teoria. Anche solo ipotizzare che sia Dream o qualcosa di simile spazia nella pura teoria e non era questo il fine di questo trattato.

Non ho la forza per pensare a cosa Oda abbia in mente per il finale di quest’opera d’arte. Spero solo di esserci quel giorno in cui apporrà sull’ultima tavola la parola fine. Questo manga ha rivoluzionato la mia vita, mi ha aperto le porte su un mondo fantastico e imprevedibile che finora solo pochi romanzi erano riusciti a farmi vivere. Ringrazio chiunque abbia avuto la pazienza di leggere questo testo fino in fondo e spero d’esser riuscito a canalizzare l’importanza della lettura approfondita di questo capolavoro d’arte moderna. 

Vi lascio con quest’ultima tavola, con le parole di Rayleigh alla ripartenza della ciurma verso il Nuovo Mondo dalle coste di Sabaody.

Grazie a tutti e buona vita

Il Re (Hyena: Bike & Raft)

Questo articolo è scaricabile iPDF qui: http://bit.ly/1EI0y5a

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Pagina creata da: admin , 20 luglio 2014
Ultimo aggiornamento: 8 maggio alle 10:36

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